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”Vade Francisco et repara domum meam”

Link: Vita e opera di Francesco

Lettera aperta

Lone Peregrina on the Way to Santiago

Buona giornata,
venturi pellegrini del Cammino di Assisi, da oggi inizia un’informazione più dettagliata di come si conforma il Cammino.
Ci preme indicare come sarà configurato questo pellegrinaggio, dedicato a due Gloriosi Protagonisti Spirituali che hanno lasciato un’indelebile traccia nel seno del Cristianesimo, ribadito recentemente dal Papa nella Sua visita ad Assisi.
E’ giusto far notare che le Basiliche di San Francesco sono state elevate a suo tempo a: “Basiliche Papali di Assisi”, perché parlare di nuova Evangelizzazione senza coinvolgere l’essenzialità Spirituale Francescana non sarà mai possibile.
Con questo riconoscimento le Basiliche di Assisi sono equiparate alle quattro Basiliche di Roma, cioè un corpo unico, dove il Papa agisce da grande liturgo e dichiara la nativa e reciproca consonanza tra la persona ed il carisma di san Francesco e la pastorale del Vescovo di Roma.
A suo tempo Francesco si sottomise umilmente all’autorità Papale ed ora, quasi fosse una compensazione la Chiesa Romana ha intuito che per esprimere tutta la ‘Sua Radicalità Evangelica accetta in totus il messaggio di san Francesco come occasione di grazia, di purificazione e di innovazione.
Dopo questa debita precisazione è necessario presentare alcune domande a chi ha intenzione di intraprendere il cammino di pellegrinaggio:

1. Quale pulsione esistenziale spinge un individuo a partire? (Talithà kum)

2. Come si sceglie un pellegrinaggio e cosa significa raggiungere Roma, Gerusalemme, Santiago, Lourdes, Fatima, ecc. ecc. e da oggi Assisi?

3. Tra un vero pellegrino, un escursionista, un turista che decide di fare un’esperienza diversa, il turista religioso, un finto pellegrino che cerca di fare le ferie a pochi euro, il pellegrino automunito e per finire il turista culturale, in che cosa si differenziano??? Sarebbe bene perdere un po’ di tempo prima di partire in riflessione, per scegliere veramente quali panni si vuole indossare.

Il pellegrino non avanza solo verso un luogo santo perché sedotto da un carisma, ma sente l’esigenza di camminare anche dentro Se Stesso alla ricerca delle Sue Radici trascendentali, un vero ausilio per Riconoscersi  e per meglio affrontare gli eventi della vita con più consapevolezza.
Senza queste prerogative il camminare, diventa solo un impegno  fisico, e/o  culturale certamente non disprezzabile, ma diverso dal viandante spirituale.
Il pellegrino chiede di essere accolto ogni sera  per avvalersi dell’essenziale mantenendosi umile e rispettoso verso la struttura che lo ospita, e giammai pensare di sentirsi svincolato dal giusto contegno, a seguito della dovuta offerta.
La riuscita di un pellegrinaggio non è misurata come quantità, ma dalla qualità dell’esperienza che solo il pellegrino stesso nel suo intimo saprà stimare.
Un cammino affrontato e vissuto nei legittimi modi è un grande dono che ogni individuo fa a sè stesso, specialmente in momenti esistenziali particolari.

Queste considerazioni devono aiutare a farci perdere l'odierna superficialità, che contaminando il nostro quotidiano ha svilito i veri significati dell’etica e della morale cristiana.

Pace e bene

LA COMPAGNIA DEL CAMMINO

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